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	<title>Comunicati Stampa - divulgazione gratuita &#187; Prodotti Alimentari</title>
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		<title>Torte nuziali: dolce di formaggio alla marmellata di melagrana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:33:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Mangiare la melagrana è una delle usanze più popolari a capodanno in molti paesi del mondo, perché si ritiene dia buona fortuna nell’amore. Infatti, il mito di Proserpina, figlia di Giove, è conosciuto dappertutto per simbolizzare la fedeltà coniugale, anche se di romantico la storia ne ha poco: La figlia di Giove e Cerere fu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Mangiare la melagrana è una delle usanze più popolari a capodanno in molti paesi del mondo, perché si ritiene dia buona fortuna nell’amore. Infatti, il mito di Proserpina, figlia di Giove, è conosciuto dappertutto per simbolizzare la fedeltà coniugale, anche se di romantico la storia ne ha poco: La figlia di Giove e Cerere fu rapita da Plutone, re degli Inferi. Quando essa fu trovata dai suoi genitori, non fu in grado di ritornare tra i  vivi in modo definitivo poiché aveva mangiato del cibo nel regno dei morti (più precisamente sette chicchi di una melagrana).A capodanno mangiamo quindi la melagrana con l’augurio che l’anno che arriva ci sia positivo in fatto di rapporti di coppia, ma anche come una scusa in più per includere l’immancabile colore rosso nelle nostre celebrazioni.</div>
<div>Per il vostro matrimonio, vi proponiamo un modo particolare di mangiare la melagrana, un dolce sfizioso ma leggero che sarà sicuramente apprezzato dai vostri invitati dopo il copioso ricevimento, come comanda tutto matrimonio celebrato nelle varie <a target="_blank" href="http://www.ristorantecenacolo.com/pagine.php?id=3&amp;sel=Banqueting&amp;ord=1&amp;lingua=1" >location matrimoni Varese</a>. Nel caso scegliate una torta fai da te, potrete realizzare questo dolce con degli ingredienti che sicuramente avrete in cucina già che non sono necessari particolari attrezzi o prodotti per pasticceria. Il dolce in questione è una semplicissima torta al formaggio con marmellata di melagrana come copertura.  Ecco a voi la ricetta per fare un provino a casa.</div>
<div>Vi occorrerà una vaschetta di crema di formaggio tipo Philadelphia, tre uova, tre yogurt naturali, tre cucchiai di farina e dieci cucchiai di zucchero. Mescolate in una ciottola tutti gli ingredienti finché non ci siano grumi e aggiungeteli in uno stampo medio che avrete previamente imburrato. Infornate a 170 gradi durante una ventina di minuti o finché la torta sia cotta (verificate con uno stuzzicadenti). Spegnete il forno e lasciatela riposare all’interno durante tre minuti. Lasciatela poi raffreddare e mettetela in frigo. Se lo desiderate potete sostituire il formaggio Philadelphia con altri formaggi in crema di vostro gusto, come quelli abituali nella confezione di canapè e in molte torte nuziali.</div>
<div>Per elaborare la marmellata di melagrana aggiungete un quarto di tazza di acqua a mezza tazza di succo di melagrana. Aggiungeteci un cucchiaino di gelatina naturale e lasciate agire durante qualche minuto. Mettete il tutto in un tegame con due cucchiai di zucchero e quando si sia sciolto mettete le mescola in un recipiente vuoto che avrete tenuto nel freezer per qualche minuto. Aggiungete i semi di melagrana che avrete ottenuto nello esprimere il sugo e spalmate sulla torta di formaggio. Lasciate in frigo per almeno un’ora perché gelatinizzi e servite ben freddo.</div>
<div>Per una variante ancor più semplice, da elaborare addirittura senza il forno, frullate 150 grami di biscotti e mescolateli con tre cucchiai di burro fuso e tre cucchiai di zucchero. Collocate la miscela nella superficie interna di uno stampo medio assicurandovi di riempire tutti gi estremi e premete con forza per evitare che la base si rompa al momento di smontare. In una ciottola grande, mischiate 200 grami di crema di formaggio con cinque cucchiai di zucchero e due cucchiai di sugo di limone. Aggiungete il tutto sullo stampo e conservate in frigo durante almeno un’ora. Ricoprite poi con la marmellata di melagrana come elaborata per la prima versione della torta.</div>
<div>Un’ottima aggiunta al vostro buffet di nozze che apprezzeranno piccoli e grandi e giocherà sicuramente un ruolo importante nel giorno più speciale della vostra vita.</div>
<div>A cura di Alba L<br />
Prima Posizione Srl – web marketing</div>
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		<title>Fichi calabresi&#8230;appetitose delizie del nostro meridione!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gioegio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[fichi secchi calabresi]]></category>
		<category><![CDATA[marmellata e confettura di fichi e noci]]></category>
		<category><![CDATA[vendita on line prodotti tipici calabresi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dite la verità, chi non ha mai sentito parlare del gusto unico e del sapore esclusivo dei fichi calabresi?? Un prodotto coltivato secondo tradizione ed amorevolmente lavorato in tutte le sue successive fasi, sì da poterne avere una delizia della gastronomia tipica della regione che va ben oltre le golose tipicità del periodo natalizio. 

Povero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify"><span style="font-style: italic">Dite la verità, chi non ha mai sentito parlare del </span><span style="font-style: italic">gusto unico e del sapore esclusivo dei <span style="font-weight: bold">fichi </span></span><a target="_blank" href="http://1.bp.blogspot.com/-UMu5dKk97fQ/TyPDyI8nR3I/AAAAAAAAAdY/D-OT-7LcfSs/s1600/fichi.jpg" ><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; border: 0pt currentColor; width: 137px; height: 106px; cursor: pointer;" class="alignleft" src="http://1.bp.blogspot.com/-UMu5dKk97fQ/TyPDyI8nR3I/AAAAAAAAAdY/D-OT-7LcfSs/s200/fichi.jpg" border="0" alt="" width="153" height="119" /></a><span style="font-style: italic"><span style="font-weight: bold">calabresi</span>?? Un prodotto coltivato secondo tradizione ed amorevolmente lavorato in tutte le sue successive fasi, sì da poterne avere una <span style="font-weight: bold">delizia della gastronomia tipica</span> della regione che va ben oltre le golose tipicità del periodo natalizio. </span></div>
<div style="text-align: justify">
<p><span style="font-style: italic"><span style="font-weight: bold">Povero</span>, se consideriamo che in fin dei conti si tratta di un <span style="font-weight: bold">semplice frutto</span> che sovente (i fichi secchi) <span style="font-weight: bold">accompagnava i contadini</span> di una volta nelle <span style="font-weight: bold">dure giornate di lavoro</span> nei campi, giusto per <span style="font-weight: bold">spezzare</span> qualche momento in cui le <span style="font-weight: bold">energie</span> avevano bisogno di essere <span style="font-weight: bold">“ricaricate”</span>. Ma nel contempo <span style="font-weight: bold">ricercato</span>, visto che nel corso degli anni è stato <span style="font-weight: bold">“affrancato” a vera prelibatezza</span>, e dato che se ne è creata una vera <span style="font-weight: bold">“eccellenza”</span> nelle sue svariate elaborazioni. </span></p>
<p><span style="font-style: italic">Il <span style="font-weight: bold">segreto</span> risiede sicuramente nelle<span style="font-weight: bold"> modalità di preparazione </span>degli stessi, visto che vengono <span style="font-weight: bold">raccolti con cura a fine stagione estiva</span>, quando il sole settembrino li “indora” fino a giusta maturazione; da qui inizia il <span style="font-weight: bold">paziente lavoro di essiccazione</span> naturale: sarebbe infatti semplice passarli in forno (…il tempo “costa”) ma, obiettivamente, non è la </span><span style="font-style: italic">stessa cosa!!!</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://3.bp.blogspot.com/-Y49TEsz1qlM/TyPD8E2deTI/AAAAAAAAAdk/UBjryFFUiO8/s1600/misto.JPG" ><img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 200px; height: 153px; float: right;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Y49TEsz1qlM/TyPD8E2deTI/AAAAAAAAAdk/UBjryFFUiO8/s200/misto.JPG" border="0" alt="" /></a><span style="font-style: italic">Ed eccoli qui…i veri fichi secchi calabresi, già eccellenti nella loro <span style="font-weight: bold">versione “base”</span>; ma v’è di più, considerato che vengono <span style="font-weight: bold">elaborati con noci e mandorle</span> (le crocette), ovvero <span style="font-weight: bold">tuffati in delizioso cioccolato</span> (bianco o fondente). Tutti prodotti comodamente acquistabili sulle vetrine virtuali di <a target="_blank" href="http://www.saporidellasibaritide.it/" >prodotti tipici calabresi</a> che li propongono nel loro assortimento in particolare durante la stagione fredda, quando le temperature rigide invogliano a farsi tentare da sapori accattivanti e lasciarsi coccolare da gusti intensi e avvolgenti .</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://2.bp.blogspot.com/-ojq2JsE1JFo/TyPEGtsG6II/AAAAAAAAAdw/tnTKe36B_Kc/s1600/confettura%2Bfichi.jpg" ><img style="float: left;margin: 0pt 10px 10px 0pt" src="http://2.bp.blogspot.com/-ojq2JsE1JFo/TyPEGtsG6II/AAAAAAAAAdw/tnTKe36B_Kc/s200/confettura%2Bfichi.jpg" border="0" alt="" width="154" height="177" /></a><span style="font-style: italic">Eppure le <span style="font-weight: bold">proposte regionali</span>, in merito, <span style="font-weight: bold">non si fermano qui</span>: della <span style="font-weight: bold">confettura di fichi</span>, a</span><span style="font-style: italic">d esempio, ne vogliamo parlare?? Si tratta di una classica <span style="font-weight: bold">mostarda</span> preparata, anche in tal caso, a fine estate, con quel mirabile <span style="font-weight: bold">tocco segreto</span> dettato dalla <span style="font-weight: bold">tradizionale esperienza</span> dei produttori, che riescono a cogliere e proporre un <span style="font-weight: bold">giusto equilibrio</span> tra la dolcezza del frutto e lo zucchero aggiunto in fase di preparazione. <span style="font-weight: bold">Ai più nostalgici</span> delle cose buone di un tempo questa marmellata <span style="font-weight: bold">racconta</span> di quando <span style="font-weight: bold">la si preparava in casa</span> con passione ed amore, con le nostre mamme indaffarate a “far manovre” tra pentoloni e cucchiaioni di legno, diffondendosi per le stanze un profumo unico ed indimenticabile che in molti ricordano ancora.</span><br />
<span style="font-style: italic">La confettura di fichi regala un sapore dolce e delicato sulle <span style="font-weight: bold">fette biscottate</span>, riservando <span style="font-weight: bold">energie infinite alla colazione</span> del mattino, o sul classico pane per la merenda dei bambini. I <span style="font-weight: bold">più esigenti</span> e dal palato “fine” troveranno ottima questa confettura anche come <span style="font-weight: bold">accompagnamento ai formaggi stagionati</span>.</span></p>
<p><a target="_blank" href="http://1.bp.blogspot.com/-xRALaQvk-dc/TyPEQR3qVDI/AAAAAAAAAd8/8OF-qQINpRI/s1600/fichi%2Be%2Bnoci.jpg" ><img style="float: right;margin: 0pt 0pt 10px 10px" src="http://1.bp.blogspot.com/-xRALaQvk-dc/TyPEQR3qVDI/AAAAAAAAAd8/8OF-qQINpRI/s200/fichi%2Be%2Bnoci.jpg" border="0" alt="" width="194" height="155" /></a><span style="font-style: italic">Ed una ulteriore <span style="font-weight: bold">“evoluzione” </span>a questa mostarda la si ottiene nella “chicca” <span style="font-weight: bold">marmellata di fichi e noci</span>, una ricetta in cui servono dei fichi <span style="font-weight: bold">maturi ma sodi</span>, scelti tra i migliori e di buona qualità, eliminando quelli piccoli o macchiati; delle <span style="font-weight: bold">noci pestate grossolanamente</span> ed un limone: la <span style="font-weight: bold">segreta ricetta</span> calabrese riesce poi mirabilmente ad <span style="font-weight: bold">amalgamarne i sapori</span>. Già di suo rappresenta una vera e propria chicca gastronomica, anche se da il meglio di sé ove venga utilizzata per farcire crostate e biscotti, ovvero servita con i formaggi!! </span></p>
<p><span style="font-style: italic">…come vedete, dunque, <span style="font-weight: bold">non si tratta mai di “un banale fico</span>” (secco)!!</span></div>
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		<title>Torte nuziali: le tendenze che sono arrivate per restare</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Alimentari]]></category>

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		<description><![CDATA[Le torte a più piani e con decorazioni sobrie a base di ganache, crema o panna sono state le preferite dagli sposi di tutto il mondo nel 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il successo di reality dedicati al mondo del matrimonio sembra fascinare il pubblico, non solo italiano, ma di tutto il mondo. In più, anche se in pochi lo ammettono, sono molti gli uomini a guardare, per lo più in compagnia della propria partner, questi programmi che dedicano una attenzione quasi ossessiva ad ogni dettaglio dell’organizzazione del matrimonio. L’ultimo a sbarcare in Italia, quello dedicato alla produzione di torte nuziali e altre occasioni speciali, sembra registrare un gran numero di fans nel Belpaese nelle sue prime settimane di emissione. La trasmissione ha infatti il suo fascino, dedicandosi alla personalizzazione di torte che sono in occasioni delle vere opere d’arte.</p>
<p>Uno dei temi ricorrenti su tutti gli episodi è infatti questo personalizzare la torta in base alla storia personale della persona omaggiata, o di riprendere il tema scelto dagli sposi per il matrimonio facendo sì che la torta sia più che un elemento integrante del <a target="_blank" href="http://www.ristoranti-matrimoni-varese.it/menu-nuziale.html" >menu nuziale</a>, un elemento decorativo in più per sorprendere gli invitati e gli stessi sposi.</p>
<p>Il programma è, in più, riflesso delle tendenze nell’elaborazione di torte per il matrimonio che dagli Stati Uniti influenzano ogni volta di più anche l’Italia, per cui risulta utile per mantenersi aggiornati sugli ultimi trend nella produzione di wedding cake. Nei reality o nella vita reale, che si abiti in Italia o all’estero, ci sono una serie di elementi che hanno decisamente dominato il panorama delle torte nuziali questa ultima stagione.</p>
<p>Uno dei più importanti nel 2011 è stato quello delle decorazioni semplici ed eleganti in contrasto con la tendenza dell’ultima decada in cui l’obiettivo era che gli ornamenti coprissero l’intera superficie della ganache o glassa fondante. In questo senso, hanno anche predominato le torte a palette bianco e nero, specialmente nei matrimoni formali o celebrati di notte.</p>
<p>Le coppie di tutto il mondo sembrano preferire delle torte nuziali il più alte possibile, mantenendosi comunque all’interno del proprio budget. Potrebbe trattarsi di un compenso alle decorazioni più sobrie per cercare comunque di dare un effetto drammatico alla torta, o semplicemente una preferenza perché questa si faccia notare nei reportage fotografici. Comunque sia, l’aggiunta di piani falsi decorati come il resto della torta è oggi praticamente una regola.</p>
<p>Un trend che, secondo gli esperti del settore, si manterrà in voga anche per tutto il 2012, è quello di aggiungere alle torte un elemento di volume in forma di volant. L’effetto è indubbiamente spettacolare anche in torte di piccole dimensioni, specie se applicati sopra tutta la superficie del contorno.</p>
<p>Finalmente, il fondant perde il dominio di fronte alle coperture di creme, panna e ganache al cioccolato bianco o fondente, una tendenza che già da qualche tempo stiamo riscontrando è che non può che essere positiva. Certo, la finitura del fondant è più pulita, quasi perfetta, ma con un po’ più di tempo è possibile rendere uniformi anche le altre coperture e il sapore risulta decisamente più autentico.</p>
<p>A cura di Alba L<br />
Prima Posizione Srl &#8211; primi nei motori</p>
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		<title>Le caramelle dall’XI secolo ai giorni nostri</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[caramelle]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato Torino]]></category>
		<category><![CDATA[origini caramelle]]></category>
		<category><![CDATA[storia caramelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Le caramelle, considerate ormai come delle ghiottonerie riservate soprattutto ai bambini, hanno una lunga ed interessante storia.
Quando si parla di caramelle alla liquirizia, alla frutta e così via si pensa a qualcosa di riservato quasi esclusivamente ai bambini, ma in verità in origine le caramelle erano dei dolcetti che potremmo definire preziosi, appannaggio principalmente delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le caramelle, considerate ormai come delle ghiottonerie riservate soprattutto ai bambini, hanno una lunga ed interessante storia.</p>
<p>Quando si parla di caramelle alla liquirizia, alla frutta e così via si pensa a qualcosa di riservato quasi esclusivamente ai bambini, ma in verità in origine le caramelle erano dei dolcetti che potremmo definire preziosi, appannaggio principalmente delle classe agiate. Le caramelle, infatti, essendo fatte in gran parte di zucchero, prodotto che un tempo si potevano permettere solo le famiglie più ricche, non erano certamente qualcosa che si donava con leggerezza a qualsiasi bambino.</p>
<p>Volendo tracciare una breve storia delle caramelle, bisogna tornare indietro nel tempo, in particolare fino all’XI secolo, quando i Crociati provenienti dal Vicino Oriente riportarono in patria delle barrette di zucchero di canna che possiamo considerare come le antenate e i primi esemplari dei tanti tipi di caramelle che conosciamo oggi. Il nome caramella deriverebbe dal latino “canna mella”, letteralmente “tubo di miele”, espressione con cui si identificava appunto la canna da zucchero.</p>
<p>Un’altra fase importante nella storia dello zucchero, e quindi delle caramelle, si registra tra il XVII e il XVIII secolo, quando grazie al perfezionamento delle tecniche di estrazione dello zucchero dalla barbabietola si riuscì ad ottenere un prodotto bianco, facilmente solubile e quindi più adatto ad essere impiegato per la produzione di caramelle.</p>
<p>Anche se gli zuccherini importati dalla Terra Santa vengono considerati come i primissimi esempi dei prodotti che adesso si trovano in quantità in ogni negozio caramelle, fu solo dopo la scoperta dell’America e il conseguente sviluppo della coltivazione della canna che lo zucchero cominciò a diffondersi maggiormente, e di conseguenza anche le caramelle. Ad una maggiore diffusione delle piantagioni di canna da zucchero non corrispose però un immediato ed esponenziale aumento dell’uso dello zucchero, che per molto tempo ancora rimase un bene prezioso e costoso, ad uso praticamente esclusivo delle famiglie più agiate. Anche l’aspetto dello zucchero, così com’era venduto, era diverso rispetto a come lo conosciamo noi: questo prodotto veniva infatti venduto non in polvere, ma sotto forma di panetti più o meno conici, dai quali veniva grattata la quantità di zucchero necessaria.</p>
<p>Siamo ancora lontani dalla nascita di un’industria delle caramelle vera e propria, ma certamente i primi germi sono stati ormai seminati. L’evoluzione del settore andò poi di pari passo con la diffusione del cacao, che trovò in alcune città più che in altre un terreno particolarmente fertile. Torino, per esempio, ancora oggi conosciuta per la sua tradizione nel settore del cioccolato (chi non conosce il gianduia?), già nel XVIII secolo era uno dei centri vitali del settore, tanto che proprio in questa città venne costituita l’Università dei Confettieri e Acquavitai per concessione di Re Carlo Emanule III.</p>
<p>Nell’Ottocento lo zucchero cominciò a diffondersi in maniera più capillare (anche se fino al secondo dopoguerra rimase un bene se non di lusso, comunque di sicuro non di uso quotidiano), e tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo cominciarono a venire commercializzate delle caramelle non solo buone da mangiare, ma anche belle da vedere: fu in questo periodo, infatti, che si cominciarono ad usare degli involucri particolari costituiti da uno strato di carta stagnola interno e da un altro di carta colorata all’esterno.</p>
<p>Da allora e fino a i giorni nostri le evoluzioni nel settore delle caramelle sono state numerose e molteplici; le caramelle, così come i <a target="_blank" href="http://www.ingrossocaramelle.it/contenitori-caramelle.html" >contenitori caramelle</a>, hanno assunto le forme e i colori più disparati e, cosa più significativa, sono diventate la gioia di tutti i bambini.</p>
<p>Articolo a cura di Francesca Tessarollo<br />
Prima Posizione Srl – notizie seo</p>
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		<title>Bevande originali per scaldare le Feste Natalizie</title>
		<link>http://www.writechannel.com/prodotti-alimentari/bevande-originali-per-scaldare-le-feste-natalizie/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 14:03:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>frapp</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prodotti Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[bevande calde]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[macchine caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’arrivo delle feste è praticamente tradizione esagerare col cibo: nel periodo che va dalla vigilia al primo dell’anno sembra che la parola “dieta” debba essere bandita.
Alcune famiglie sono solite festeggiare il Natale la sera della vigilia, con un cenone, magari con una messa assieme ai familiari dopo, per poi ritornare tutti insieme a casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l’arrivo delle feste è praticamente tradizione esagerare col cibo: nel periodo che va dalla vigilia al primo dell’anno sembra che la parola “dieta” debba essere bandita.</p>
<p>Alcune famiglie sono solite festeggiare il Natale la sera della vigilia, con un cenone, magari con una messa assieme ai familiari dopo, per poi ritornare tutti insieme a casa per il brindisi, il taglio del panettone/ pandoro e lo scambio dei regali; nelle famiglie invece dove ci sono bambini piccoli si preferisce magari attendere il 25 mattina per andare a messa e farsi gli auguri, assieme ai regali e per pranzare poi in compagnia.</p>
<p>Cosa si mangia durante le feste natalizie lo si sa … risotti, lasagne, tacchini ripieni, pesce alla griglia, immancabili le patate al forno ecc, di tutto un po’ quindi, dipende dai gusti personali e dall’abilità culinaria della padrona/e di casa che si diletta ai fornelli. Ma cosa si beve durante le feste? Ci sono delle bevande tipiche locali che possiamo utilizzare per rendere il nostro Natale un po’ più spumeggiante di quanto non faccia già il prosecco? Un tipo di bevanda calda che ha le sue origini nei Paesi del Nord è il punch, che ha trovato ormai una buona diffusione anche in Europa ed è diventata una bevanda apprezzata anche dal pubblico <a target="_blank" href="http://www.luiespresso.com/it/piccoli-elettrodomestici-cucina.html" >americano</a> : viene usualmente consumata infatti anche negli States, nelle regioni più fredde o durante il periodo invernale. Il punch è solitamente servito al sapore di agrumi o di rum ed ha una forte profumazione ai chiodi di garofano e cannella-ingredienti essenziali della ricetta.</p>
<p>Una bevanda di origine anglosassone e americana è invece l’Eggnog che ad una prima occhiata ha le sembianze della schiuma del <a target="_blank" href="http://www.luiespresso.com/it/vendita-macchine-caffe.html" >cappuccino professionale</a> del bar oppure di zabaione; nonostante l’apparenza la renda appetitosa agli occhi dei più piccoli, è anche questa una bevanda alcolica, che contiene una buona quantità di liquore ma è estremamente veloce da preparare: la preparazione non vi occuperà infatti più di 15 minuti e consiste nello sbattere assieme uno alla volta –secondo l’ordine della ricetta- tutti gli ingredienti che sono, solo per citarne alcuni, uova, panna, latte, zucchero, brandy e rum. Va servita fredda, accompagnata da shortbread oppure da sola e calda.</p>
<p>Una bevanda invece decisamente più nostrana, e che deriva dalla tradizione valdostana, è la “Grolla dell’amicizia”, una miscela esplosiva realizzata, tra le altre cose da grappa (50-60°), Cointreau o Genepy, caffè espresso (oppure per gli amanti degli alcoli dolciastri, il caffè normale si può sostituire anche il caffè ottenuto con <a target="_blank" href="http://www.luiespresso.com/it/miscela-caffe.html" >cialde orzo</a>); è decisamente una bevanda natalizia anche per il fatto che –da tradizione- va servita dentro un contenitore di legno simile ad una coppa con tanti beccucci che ne fuoriescono, dai quali va bevuta la bevanda- assolutamente vietato infatti in val D’osta versarla nei bicchieri e tassativo quindi berla in compagnia. Una volta riscaldata la bevanda in una pentola, il contenuto va versato nella grolla-questa coppa appunto-  i beccucci vanno bagnati di alcool e zucchero e la bevanda va incendiata, in modo che l’alcool presente nella sostanza evapori e che lo zucchero presente sui beccucci si caramelli.</p>
<p>Di preparazione simile è il vin brulé, che però non viene incendiato, ma è  decisamente meno alcolico poiché a base solo di vino  di aromi.</p>
<p>Serena Rigato</p>
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